In aumento gli attacchi di panico


fear, shadow, disorder

Negli ultimi anni, gli attacchi di panico stanno diventando un fenomeno sempre più diffuso, con un impatto significativo sulla vita di coloro che li sperimentano. I ritmi frenetici, le pressioni sociali e le difficoltà quotidiane possono agire da catalizzatore per lo sviluppo di questa condizione.

Le statistiche mostrano un incremento del problema e questa tendenza potrebbe essere legata a fattori come lo stress lavorativo, le aspettative sociali e la crescente incertezza esistenziale. Le pressioni costanti e l’iperconnettività, inoltre, possono contribuire al senso di sovraccarico emotivo e mentale che può innescare il disturbo.

Vediamo quali sono le cause più comuni degli attacchi di panico in questa società complessa e quali strategie adottare per gestirli nel modo migliore.

Cosa sono gli attacchi di panico?

Gli attacchi di panico sono episodi improvvisi e intensi di paura o disagio estremo che si manifestano senza motivo o causa apparente. Possono verificarsi in diverse circostanze e sono caratterizzati da una serie di sintomi fisici e psicologici intensi, spesso debilitanti per chi li sperimenta.

In particolare, sono avvertiti come la sensazione allarmante di morire, di impazzire o di perdere il controllo. Di solito insorgono all’improvviso, accompagnati da senso di pericolo o catastrofe imminente, o dall’urgenza di allontanarsi.

Seppure estremamente spiacevoli ed estenuanti per chi li subisce, gli attacchi di panico non sono pericolosi per la salute fisica. 

Questi episodi sono il chiaro sintomo di un’ansia fuori controllo. Possono presentarsi come fenomeni sporadici, e in questo caso, non necessitano di un trattamento specifico. Tuttavia, possono anche comparire con relativa frequenza, configurandosi come un vero e proprio disturbo, il disturbo di panico per l’appunto.

In questo caso, il paziente vive una persistente preoccupazione di avere ulteriori attacchi, innescando un circolo vizioso che contribuisce all’insorgenza del panico stesso.

Che sintomi danno gli attacchi di panico?

Gli attacchi di panico di solito compaiono all’improvviso e si caratterizzano per la presenza di sintomi fisici e cognitivitipici. Hanno una durata di circa mezz’ora, e raggiungono l’apice nell’arco di 10 minuti.

Dal momento che non è possibile ricondurli a cause plausibili, chi subisce un attacco di panico inaspettato teme solitamente di avere una patologia grave a carico del cuore o dei polmoni e si rivolge, inizialmente, al proprio medico.

Infatti, i sintomi fisici di un attacco di panico possono essere scambiati facilmente per quelli di un infarto e comprendono:

  • Dolore o fastidio al petto
  • Vertigini, sensazione di instabilità o svenimento
  • Brividi o vampate di calore
  • Nausea
  • Dolori addominali
  • Intorpidimento o sensazione di formicolio
  • Palpitazioni o tachicardia
  • Dispnea o sensazione di soffocamento
  • Sudorazione
  • Tremore o scosse.

I sintomi cognitivi, invece, come già accennato, includono:

  • Paura di morire
  • Paura di perdere il controllo o impazzire
  • Senso di irrealtà (derealizzazione).

La sintomatologia può cambiare in relazione alla gravità dell’episodio e alla persona che ne è colpita. Si parla di attacco di panico in presenza di almeno 4 di questi sintomi, negli altri casi gli attacchi si definiscono paucisintomatici. 

A cosa sono dovuti gli attacchi di panico?

Le cause scatenanti alla base degli attacchi di panico non sono sempre identificabili. I fattori che entrano in gioco possono essere di diverso tipo. Tra le condizioni che possono favorirne l’insorgenza ci sono i disturbi d’ansia e la depressione, ma anche situazioni di forte stress come:

  • La diagnosi di una malattia grave
  • I traumi fisici o psicologici
  • Il lutto
  • I cambiamenti significativi
  • I problemi lavorativi, economici, familiari etc.

In misura minore, gli attacchi di panico possono avere cause organiche, ed essere dovuti, per esempio a malattie cardiovascolari, respiratorie, endocrine, dell’apparato digerente, e del sistema nervoso.

Cosa fare per far passare un attacco di panico?

Gli attacchi di panico sporadici, come già accennato, tendono a risolversi senza il ricorso a una terapia specifica. Diverso è il caso del disturbo di panico che, dopo essere stato attentamente diagnosticato, prevede l’integrazione fra terapia psicofarmacologica, psicologica e di natura comportamentale.

 La scelta della cura deve dipendere da una valutazione dell’efficacia, dei benefici e dei rischi di ogni modalità e dalle preferenze personali del paziente.

Terapia farmacologica

La terapia farmacologica degli attacchi di panico si avvale prevalentemente di due classi di farmaci, spesso usati in associazione:

  • Ansiolitici, soprattutto benzodiazepine

Le benzodiazepine possono essere impiegae negli attacchi lievi, ma solo per un breve periodo di tempo, a causa degli effetti collaterali associati (sonnolenza, confusione, disturbi della memoria) e della loro capacità di indurre dipendenza e assuefazione.

 Gli antidepressivi più efficaci sono invece:

  • Triciclici
  • IMAO (inibitori delle monoamino ossidasi)
  • SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina)

In particolare, gli SSRI sono largamente impiegati, dal momento che inducono minori effetti collaterali, rispetto soprattutto agli IMAO. Questi, proprio per i gravi effetti avversi, vengono raramente prescritti.

È importante evidenziare che la terapia farmacologica, per avere successo, deve essere affiancata alla psicoterapia.

Psicoterapia cognitivo comportamentale

La terapia cognitivo-comportamentale rappresenta uno dei trattamenti più efficaci per affrontare il disturbo di panico. Questo approccio, condotto sotto la guida di un terapeuta specializzato, mira a modificare il comportamento del paziente attraverso la consapevolezza delle proprie sensazioni corporee e delle emozioni.

L’obiettivo principale della terapia è contrastare i comportamenti disfunzionali, come l’evitamento delle situazioni che scatenano la paura, incoraggiando il paziente ad affrontare le sensazioni fisiche generate dall’ansia. Ciò avviene tramite esercizi specifici e l’esposizione graduale alle attività che solitamente vengono evitate.

La terapia cognitivo-comportamentale non solo aiuta a prevenire ricadute, ma dimostra anche un’efficacia significativa nel ridurre gli attacchi di panico, soprattutto quelli che si verificano durante la notte.

 


Kokou Adzo

Kokou Adzo is a stalwart in the tech journalism community, has been chronicling the ever-evolving world of Apple products and innovations for over a decade. As a Senior Author at Apple Gazette, Kokou combines a deep passion for technology with an innate ability to translate complex tech jargon into relatable insights for everyday users.

0 Comments

Your email address will not be published. Required fields are marked *